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Mirafiori: la necessità di un secondo modello per la sopravvivenza

Mirafiori: la necessità di un secondo modello per la sopravvivenza

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Mirafiori: la necessità di un secondo modello per la sopravvivenza

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La situazione dello stabilimento Mirafiori di Torino si fa sempre più complessa all'interno del nuovo piano strategico di Stellantis, presentato dal CEO Antonio Filosa durante l’Investor Day 2026. La fabbrica, storicamente significativa per l'industria automobilistica italiana, si trova a fronteggiare una sfida critica: la sostenibilità della produzione in un contesto di forte cambiamento del settore.

Uno dei principali problemi per Mirafiori è il disallineamento tra la capacità produttiva e l'effettivo utilizzo delle linee. Per garantire una sostenibilità economica, lo stabilimento dovrebbe produrre almeno 200.000 vetture all’anno. Tuttavia, i dati recenti mostrano un quadro preoccupante: nel 2025 la produzione è scesa a circa 30.000 unità, e le stime per il 2026 sono state riviste al ribasso, passando da 100.000 a 80.000 vetture. Questo scenario evidenzia come Mirafiori stia operando a una frazione ridotta delle sue potenzialità.

Il ritorno della Fiat 500 ibrida era stato inizialmente accolto come un segnale positivo, ma gli esperti avvertono che questo modello non basta a garantire un futuro stabile per lo stabilimento. A complicare ulteriormente la situazione, Stellantis ha deciso di destinare a Pomigliano d'Arcola la produzione delle nuove E-Car, city car elettriche previste per il 2028. Questa scelta è vista da sindacati e analisti come una potenziale riduzione del ruolo di Torino all'interno della strategia industriale del Gruppo.

I rappresentanti sindacali hanno alzato la voce in merito alla situazione, richiedendo con urgenza l'assegnazione di un secondo modello di largo consumo per saturare le linee di produzione. Luigi Paone della Uilm ha sottolineato le elevate potenzialità di Mirafiori, mentre Edi Lazzi della Fiom ha espresso forte preoccupazione per l'assenza di nuovi progetti concreti per il sito torinese. Rocco Cutrì della Fim-Cisl ha esortato la dirigenza a presentare fatti tangibili piuttosto che impegni generali.

Mirafiori non rappresenta solo un impianto produttivo, ma è un simbolo dell'identità industriale italiana. Nel 1955, la fabbrica produceva più auto di quante ne vengano realizzate oggi in tutti gli stabilimenti nazionali. La direzione di Stellantis, mentre delinea strategie improntate a margini e rendimenti globali, lascia Torino in attesa di chiarimenti sul suo futuro, incerta se continuerà a occupare un ruolo centrale o se verrà progressivamente marginalizzata nella nuova configurazione produttiva internazionale.

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