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La crisi nella filiera automotive si fa sentire nuovamente, con Stellantis che ha deciso di interrompere temporaneamente la produzione della Citroën C5 Aircross nello stabilimento di Rennes, in Francia. Questo stop, previsto dal 22 al 24 aprile, è una diretta conseguenza della mancanza di cambi necessari per completare l'assemblaggio dei veicoli. La situazione mette in luce le fragilità della catena di fornitura, che continua a manifestare criticità anche nel 2026.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il blocco della produzione non è dovuto a una diminuzione della domanda. Al contrario, la richiesta per il SUV è addirittura superiore alle previsioni. Tuttavia, il fornitore dei cambi non riesce a soddisfare le richieste, spingendo Stellantis a rivedere le proprie strategie di approvvigionamento. La scelta di redistribuire le forniture privilegia altri stabilimenti europei, come quelli di Sochaux, Melfi ed Eisenach, a discapito di Rennes, dove la produzione di componenti è stata ridotta.
La decisione di Stellantis ha suscitato preoccupazioni tra i sindacati, che sottolineano come lo stabilimento di Rennes avesse ricevuto trattamenti più favorevoli in precedenti momenti di crisi. Attualmente, il clima di incertezza tra i lavoratori è palpabile, in quanto Rennes produce un solo modello. Ogni interruzione della produzione ha dunque un impatto immediato sull'intera attività, senza possibilità di compensazione attraverso modelli alternativi.
La fabbrica di Rennes, nota come La Janais, gioca un ruolo significativo all'interno del gruppo Stellantis, anche se attualmente i volumi di produzione sono inferiori rispetto al passato. Attualmente, vengono assemblati poco meno di 400 veicoli al giorno, impiegando due turni di lavoro, a fronte dei quattro turni iniziali. L'organico è di circa 1.300 dipendenti, un numero drasticamente ridotto rispetto ai quasi 5.000 operai di dieci anni fa. Questo scenario evidenzia l'importanza di una stabilità produttiva per il futuro della fabbrica.
Il lancio della nuova C5 Aircross nel 2025 aveva portato una certa ripresa, con l'assunzione di circa 150 nuovi lavoratori, ma i dubbi sul futuro restano. La carenza di componenti non è un problema isolato per Rennes, ma una questione strutturale che affligge l'intero settore automotive. Non si tratta solo di semiconduttori, ma anche di componenti meccanici critici come i cambi, evidenziando come la mancanza di un singolo elemento possa compromettere l'intero processo produttivo.
Cosa significa per il mercato italiano
La situazione di Stellantis a Rennes mette in evidenza le fragilità della filiera automotive, un tema di grande rilevanza anche per il mercato italiano. La produzione di modelli come la Citroën C5 Aircross è strettamente legata alla disponibilità di componenti, e le difficoltà nella catena di approvvigionamento possono riflettersi su tutta la rete di distribuzione e vendita in Italia. La domanda di SUV continua a crescere, ma la carenza di cambi e altri componenti critici potrebbe ostacolare l'offerta, influenzando le scelte di acquisto dei consumatori. Inoltre, il contesto di incertezze produttive potrebbe portare a una rivalutazione delle strategie di approvvigionamento e delle politiche di incentivazione, come quelle legate agli ecobonus, fondamentali per stimolare le vendite nel segmento dei veicoli a motorizzazione alternativa. La stabilità produttiva di Stellantis in Italia, quindi, diventa cruciale per mantenere la competitività nel mercato europeo.
